13 Dic ICPAL | Convegno “Strategie per la valorizzazione economica del patrimonio archivistico e librario”
Si è svolto presso la sala conferenze “Maria Clara Lilli Di Franco” dell’Istituto Centrale per la Patologia degli Archivi e del Libro (ICPAL) il convegno Strategie per la valorizzazione economica del patrimonio archivistico e librario, organizzato in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico 2025–2026 della Scuola di Alta Formazione e Studio dell’Istituto.
L’incontro, promosso dalla Direzione generale Archivi del Ministero della Cultura, ha riunito istituzioni, esperti nazionali e internazionali per una riflessione aggiornata sulla trasformazione del patrimonio archivistico da bene custodito a risorsa viva e potenzialmente produttiva anche dal punto di vista economico.
Ad aprire i lavori è stato il Direttore Generale Archivi dott. Antonio Tarasco, che ha chiarito come negli ultimi anni la prospettiva istituzionale si sia evoluta: con la modifica del D.Lgs. 300/99 da parte della legge 206/2023 e l’istituzione del nuovo Istituto Centrale per la Valorizzazione Economica del Patrimonio Culturale nel decreto ministeriale 270/2024, è stata riconosciuta non solo la valorizzazione culturale ma altresì quella economica del patrimonio culturale.
Nel suo intervento, il Direttore generale Tarasco ha affrontato il tema centrale del convegno: come ricavare da un patrimonio documentario di enorme valore culturale – stimato in oltre 182 miliardi di euro rispetto al valore complessivo di circa 220 miliardi dell’intero patrimonio culturale del Ministero della Cultura – risorse e servizi economici, coerenti con la funzione pubblica di tutela e valorizzazione culturale.
Secondo il Direttore generale, gli archivi non sono solo carte, mappe e atti, ma possono essere interpretati come veri data set, cioè risorse informative strutturate in grado di generare valore aggiunto nel mercato dei servizi digitali. In questo quadro, la cosiddetta datificazione dei documenti, cioè la loro riduzione a dati attraverso la digitalizzazione, rappresenta un punto di svolta per offrire servizi economici innovativi, pur garantendo il libero accesso per studio e ricerca.
Per il dott. Pierluigi Ledda, Direttore dell’Archivio Storico Ricordi, la generazione di reddito passa oggi più attraverso servizi ad alto valore aggiunto – come licensing, consulenze specialistiche, ricerche legali e certificazioni – che mediante la vendita tradizionale di prodotti editoriali o di merchandising, mercati in contrazione. L’Italia, ha ricordato Ledda, può inoltre contare sui benefici dell’Art Bonus per sostenere progetti di valorizzazione.
La dott.ssa Valentina Mirabella della British Library ha evidenziato l’importanza di strategie integrate e collaborative, che uniscano conservazione, digitalizzazione e innovazione, e la necessità di diversificare le fonti di finanziamento. Per Mirabella, solo un equilibrio tra iniziative a reddito e attività non commerciali ma capaci di generare ritorni d’immagine può sostenere concreti modelli di sviluppo.
Un altro punto focale emerso dai lavori riguarda la gestione dei dati archivistici secondo le normative europee: la Direttiva 2019/1024 sulla gestione dei dati aperti definisce ambiti e limiti per bilanciare accesso pubblico e utilizzo commerciale, ponendo le basi per un uso “sapiente” degli archivi come infrastruttura di conoscenza.
Il convegno ha ribadito l’importanza di promuovere un patrimonio archivistico vivo, accessibile e capace di generare impatto culturale ed economico, nonché di sviluppare il potenziale della valorizzazione a partire dall’ambito didattico e formativo.
Su questo fronte, la Scuola di Alta Formazione e Studio (SAF) dell’ICPAL rappresenta un percorso d’eccellenza. Equiparato alla Laurea magistrale “Conservazione e restauro dei beni culturali”, tale percorso, della durata quinquennale, abilita alla professione di Restauratore di beni culturali: materiale librario e archivistico, manufatti cartacei e pergamenacei, materiale fotografico, cinematografico e digitale.
Il convegno ha perciò cercato di delineare le nuove traiettorie per la conservazione e la valorizzazione, anche economica, del patrimonio documentario nazionale. Un dialogo molto costruttivo tra esperti italiani e stranieri, giuristi, economisti e conservatori del patrimonio culturale che potrà orientare le strategie archivistiche verso modelli sempre più innovativi, capaci di generare valore culturale ed economico.
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